Madame Bovary: l’arte di vestire l’anima
La storia
Un’insegna ispirata ad Emma Bovary ed un’idea chiara: vestire come atto di libertà.
Dalla folgorazione nei mercatini di Camden Town nel 1998 alla boutique di via San Rufino, Catia coltiva da sedici anni la stessa missione: cercare l’eccezione, non l’ennesimo capo.
Il 25 aprile 2015 il sogno si materializza in un atelier che fonde romanticismo letterario e rigore sartoriale, divenendo tappa irrinunciabile per viaggiatori da Nord Europa, Stati Uniti e, naturalmente, Italia.
L’insegna omaggia Emma Bovary – anticonformista parigina che fece della moda un atto di libertà – e ne rinnova la forza visionaria ogni giorno, nonostante la censura che sfidò Flaubert nel 1857.
Chi è Catia?
Catia Piergentili è fondatrice, selezionatrice e anima del progetto: oggi Madame Bovary vive attraverso le sue scelte quotidiane.
Il negozio è gestito personalmente, con un’attenzione rara: non solo al prodotto, ma soprattutto alle persone.
Qui si entra per curiosità e spesso si torna per affetto, perché l’esperienza è fatta di ascolto, gusto e presenza reale.
Catia vive la boutique come un quadro da riallestire quotidianamente: orari lunghi (10-21, tutti i giorni) e un rituale mattutino di armocromia che ridisegna manichini, pareti e specchi vintage.
Lavorando da sola, difende la lentezza creativa e il contatto umano: ogni cliente viene ascoltato, accolto, abbracciato prima d’essere vestito.